Oct 30

.. e mi manchi tanto.

Ciao papà

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Oct 22

Mi piacevano le donne soprattutto quando cadevano quasi senza accorgersene fuori dalla cura studiata di sé. Erano momenti appena percettibili: per esempio, un modo di socchiudere la bocca, all’improvviso incerta; per esempio, un affrettare il passo rompendo l’andatura governata ad arte; per esempio, un certo mordersi il labbro per il dispiacere, un tirare su il mento con rammarico, un correre sotto la pioggia lottando con l’ombrello, un accavallare le gambe lasciando poi ondeggiare un piede, un bloccarsi con disappunto davanti alle porte della metro che si sono appena chiuse, un togliersi le scarpe sospirando di piacere, un infilarsi la gonna stretta con un lieve dondolio dei fianchi, un liberare il petto tirando via dalla scollatura con gesti abili il reggiseno, un raccogliersi la chioma lunga sulla nuca con entrambe le mani svelando le ascelle, un accomodarsi sulla tazza impudicamente chiedendoti con pudore di uscire, un truccarsi allo specchio con lo sguardo un po’ obliquo e la bocca storta, un muovere le mani a dita tese e aperte chiacchierando, un trattenere fieramente le lacrime e alla lacrime poi cedere con rabbia.

[Domenico Starnone, Spavento, Torino, Einaudi 2009, pp. 78-79]

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Oct 16

La Luna ed il Sole
separati dal nulla
non trovavano il coraggio
di non aver paura.

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Oct 15

Pronunzio il tuo nome
nelle notti scure,
quando sorgono gli astri
per bere dalla luna
e dormono le frasche
delle macchie occulte.
E mi sento vuoto
di musica e passione.

Orologio pazzo che suona
antiche ore morte.
Pronunzio il tuo nome
in questa notte scura,
e il tuo nome risuona
piu’ lontano che mai.
Piu’ lontano di tutte le stelle
e piu’ dolente della dolce pioggia.

T’amero’ come allora
qualche volta? Che colpa
ha mai questo mio cuore?
Se la nebbia svanisce,
quale nuova passione mi attende?
Sara’ tranquilla e pura?
Potessero le mie mani
sfogliare la luna!

(F.G.Lorca)

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Oct 15

Quando ami una persona devi fidarti di lei, non c’é altro modo. Devi darle la chiave di tutto quello che é tuo, altrimenti a che serve ?

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Oct 09

Son qui che conto, le piogge a gocce sulle guance.
Poi son qui che penso, al senso ma sento a stento.
Certo non mi diverto, son qui che penso!
Son qui che credo, e miro il centro che intravedo.
Poi son qui che penso, senza occhiali perché non sento.
Certo non mi diverto, son qui che penso!
Son qui che amo, ma ora da lontano.
Poi son qui che amo ancora, un po piu vicino che da lontano.
Certo non mi diverto, ma amo.

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